Assemblea Parrocchiale

“Vedi come si amano fra loro”
Documento di sintesi dell’Assemblea Parrocchiale

Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri. Giovanni 13,34-35

“Vedi”, dicono, “come si amano fra loro”, mentre essi si detestano tra loro, “e sono pronti a morire l’uno per l’altro”, mentre essi sono pronti a scannarsi a vicenda. Tertulliano

Cari parrocchiani di s. Ildefonso,
l’Assemblea Parrocchiale vissuta lo scorso 13 ottobre 2007 è stata un’occasione nuova e particolare che è rimasta nella memoria e nel cuore di molte persone, una sorta di “nuovo inizio” della vita della nostra comunità. Questo piccolo documento ha intenzione di essere uno strumento per cui fare anzitutto memoria di quel incontro; abbozzare poi una sintesi circa le idee e le opinioni personali che sono state condivise negli scambi a gruppi; permettere infine un’ulteriore riflessione.
Questo scritto si è aperto con due significative citazioni che donano alcune forti provocazioni capaci di dare impulso a ciò che si scrive di seguito. “L’amarsi gli uni con gli altri” infatti è la chiave di volta, la pietra fondativa del nostro essere parrocchia, come lo è di ogni esperienza di Chiesa. Lo dice Gesù nello struggente discorso di addio dell’evangelista Giovanni ai suoi discepoli tentati di disperdersi e di dividersi di fronte al dono supremo della vita del loro Maestro. Lo ripete anche a noi Gesù! “Da questo sapranno che siete miei discepoli”. E’ questo l’autentico biglietto da visita che potrà renderci credibili verso tutti coloro che si avvicinano, verso coloro a cui ci rivolgiamo o semplicemente che ci guardano. Lo stimarci  a vicenda, il gareggiare nella carità (Rm 12,10) dice il nostro essere autentici discepoli di Gesù. L’amore di Cristo, che si dona fino alla fine, addirittura fino a versare il suo sangue, traccia l’orizzonte in cui si può vivere il nostro amarci.
E’ ciò che esprime anche Tertulliano in un documento scritto alla fine del II secolo, in un epoca difficile e feconda della vita della Chiesa, in particolare nel suo confronto col mondo. L’espressione “Vedi come si amano fra loro” è quasi uno slogan, un modello che invita alla Chiesa di ogni tempo a renderlo concreto, vita vissuta: amarsi fino addirittura a morire gli uni per gli altri. Ecco la differenza di un Amore secondo il Vangelo, un amore che è capace di cementare e dare futuro alla comunità cristiana!
Inoltre il documento di seguito utilizzerà molto frequentemente il soggetto “noi”. E’ intenzionale. Dice una verità fondamentale. Non siamo infatti dei singoli che agiscono per conto loro e che per caso si trovano accanto altre persone. No, vogliamo invece essere un gruppo armonico che cammina, che respira insieme. Come l’immagine del corpo umano, così cara a san Paolo (1Cor 12,12ss), che per vivere ha bisogno di tutte le sue membra, ha bisogno di una unità nella diversità.

I tratti salienti dell’Assemblea
Prima di entrare in maniera specifica nei contenuti dell’assemblea, è bello fermarsi un momento sulle impressioni lasciate da questo incontro plenario. In particolare possono essere tre i tratti salienti,  in quali con semplicità descrivono uno stile convincente e unitario che può ritrovarsi in ogni istante della nostra parrocchia.
Il primo tratto è stato il desiderio e la gioia di poterci incontrare, riunire insieme. E’ stato come un naturale prolungamento dell’altro grande raduno settimanale che costituisce l’anima della nostra parrocchia: l’Eucaristia domenicale. La comunità nasce proprio da qui, da un radunarci insieme intorno al Signore Gesù, uniti da un cammino di fede semplice e sincera che ci fa essere sempre più suoi discepoli.
Il secondo tratto è stata la possibilità e il coraggio di guardarci in faccia e così ascoltarci, accettare ognuno così com’è, stimandoci a vicenda e dialogando a tutto campo sugli ambiti fondanti della nostra comunità. Ed è stato proprio un confronto profondo, rispettoso, costruttivo. In particolare le diverse generazioni ed età, che rimandano a diverse sensibilità, diverse idee di Chiesa, si sono incontrate e parlate, nella convizione che la differenza arricchisce invece che dividere.
Ultimo tratto ha riguardato i contenuti del nostro parlare insieme: da una parte, ci siamo confrontati sulle cose da fare, sugli ambiti di lavoro, i problemi, le fatiche, ma insieme anche abbiamo rinnovato il cuore pulsante, ciò che ci anima e dà senso al nostro lavorare ed impegnarci: lo slancio di credere comunitariamente al Signore Gesù e di comunicarlo alle altre persone che incontriamo sul nostro cammino. Il nostro esserci infatti non si limita alle tante cose da fare, ma dal rendere ragione della speranza che ci anima, come ci ricorda Pietro nella sua prima lettera.

I 5 ambiti
Il confronto ha riguardato cinque aspetti con cui si può riassumere la vita della nostra parrocchia, cinque aree che richiamano immediatamente a cinque sfaccettature del vivere da cristiani: la catechesi, la liturgia, la missione, la carità e la cultura. Dietro queste parole si può narrare chi è l’uomo plasmato dall’incontro con il Signore Gesù.
Di seguito sintetizziamo la ricchezza del confronto a partire da questi cinque ambiti, mettendo in luce per ognuno il tratto saliente, l’idea centrale che si è distinta nel dialogo e poi elencando ordinatamente le possibili scelte operative. Naturalmente i contenuti non riguardano ogni aspetto o gruppo o esigenza della nostra parrocchia, ma solo quell’aspetto che più si è sentito impellente per l’oggi. Infatti, come ci insegna l’esperienza ignaziana, per cambiare o migliorare il tutto bisogna individuare un piccolo aspetto impegnandosi poi a migliorarlo o trasformarlo. Ciò crea un invisibile ma inarrestabile movimento che benefica il tutto.

Catechesi
Il tratto saliente è stato il desiderio profondo di avere un luogo, delle occasioni concrete in cui potersi confrontare sulla propria fede, comunitariamente e guidati dai propri pastori. In particolare, ci si è soffermati sulla catechesi degli adulti, sentita come un accompagnamento fondamentale per una buona vita cristiana ed insieme bisognosa di un ripensamento globale nella sua proposta.
Si chiedeva di non limitare la catechesi degli adulti solo ai tempi forti di avvento e quaresima, ma di tentare un itinerario mensile, che possa coprire l’intero arco dell’anno, rivolto a tutte le fasce di età, dai giovani adulti agli anziani. Un luogo cioè in cui tutta la comunità adulta nel suo complesso possa crescere nella fede e confrontarsi vicendevolmente.
Circa i contenuti si chiedevano argomenti forti inerenti agli elementi fondanti della fede cristiana ed insieme un approccio approfondito con la Parola di Dio. Inoltre si pensava ad “unità connesse ma anche autonome”, che permettano il facile ingresso a chi non può essere presente a tutti gli incontri.
Infine si è ragionato anche sull’esigenza di far diventare la catechesi sempre più una soglia per le persone che non frequentano, sensibilizzando il quartiere, facendo sì che i vicini diventino i portaparola di chi è lontano.

Cultura
L’annuncio del Vangelo implica immediatamente un risvolto culturale, un mettersi in dialogo con i linguaggi e le priorità del nostro tempo, un mettere a tema le sfide odierne che possono essere illuminate dal modo di pensare secondo il Vangelo e la Chiesa. Ci si è domandati quali possano essere le tematiche salienti da trattare e come possano essere coinvolti in particolare i giovani.
Da queste domande sono nate proposte concrete.
La prima è stata la possibilità di creare una “commissione cultura”, capace di mettere a tema questi interrogativi e lavorare continuativamente, proponendo occasioni concrete di confronto. A ciò si lega anche il potenziamento circa la comunicazione di ciò che si fa già in parrocchia.
Seconda idea è di approfondire e di rendere più visibile l’attività della nostra biblioteca, sfruttando il sito internet o creando giornate speciali per far approcciare più persone a questo servizio.
Poi si propone di stringere maggiormente il legame tra il cinema, con la sua programmazione, ed i cammini di catechesi, sfruttando il linguaggio filmico per trattare temi importanti.
Infine una via percorribile potrebbe essere il mettersi in dialogo con agenzie educative o di aiuto presenti sul territorio, come la Protezione Civile o il volontariato in ambulanza.

Liturgia
L’esigenza fondamentale ha riguardato il desiderio di pregare bene, che la liturgia sia luogo e strumento per incontrare veramente il Signore, occasione perché la comunità sia nutrita e fortificata entrando in comunione con il Centro, che anima tutto.
Per questo motivo tanti sono stati i punti di verifica per un miglioramento.
Innanzitutto si è sentita l’esigenza di una preparazione alle celebrazioni liturgiche, che coinvolga il silenzio prima delle celebrazioni, l’arrivare puntuali e l’accoglienza in particolare dei più piccoli.
Inoltre si chiedono celebrazioni più semplici, meno ingessate, più capaci di entrare in contatto col Mistero. In particolare si è fatto l’esempio dei riti del Triduo Pasquale, diffusamente sentiti freddi e distaccati e in cui si avverte di essere più spettatori che protagonisti.
Poi si sente l’esigenza di momenti, anche extra-liturgici o inseriti nel cammino di catechesi, in cui riflettere e prepararsi circa le letture bibliche delle Messe domenicali.
Infine si chiede di incrementare e dunque formare nuove figure per accompagnare le celebrazioni, in particolare le “voci-giuda” e la cura del canto.

Missione
L’esigenza fondamentale è stata una domanda che riguarda in toto l’essere cristiani: “Come armonizzare la missione ad gentes con la priorità di essere missionari nella vita quotidiana?”. Sono cioè due gli ambiti che creano una sorta di circolo virtuoso. Da una parte c’è l’esigenza di conoscere e sostenere l’opera di coloro che dedicano la vita all’annuncio dove il Vangelo è ancora da annunciare o dove è richiesto un sostegno forte, come i paesi del cosiddetto Terzo Mondo. Dall’altra parte, c’è la richiesta di un sostegno nell’essere testimoni qui e oggi, nella propria vita quotidiana, famigliare, parrocchiale.
Da questa tensione sono nate delle proposte concrete.
Anzitutto, si chiede di curare maggiormente la comunicazione, le proposte missionarie a tutta la parrocchia. Le iniziative in particolare non devono riguardare solo il raccogliere fondi ma anche e soprattutto nutrire una sensibilità missionaria, aperta allo sguardo verso una chiesa universale, verso i bisogni di chi è lontano da noi.
Poi si avverte l’esigenza di maggiore formazione per chi fa parte del gruppo missionario, magari legandosi alle occasioni offerte del decanato o dalla diocesi.

Carità
Il punto focale riguarda l’interrogarsi sempre su quali sono le povertà presenti nella nostra parrocchia, come i cristiani possano effondere la carità di Cristo ai propri fratelli più bisognosi. E proprio dentro questa domanda si è avvertita l’esigenza di una cura puntuale verso gli anziani più soli e bisognosi presenti sul territorio, con la nascita di un nuovo servizio finalizzato a conoscere le situazioni e a venire incontro ad esse.
In più si sente l’esigenza di una più solida formazione degli operatori Caritas, che riguardi anzitutto la dimensione spirituale ed insieme la frequenza a corsi specifici, appoggiandosi alla Caritas Ambrosiana o creando un itinerario di relazione di aiuto uniti alle altre parrocchie del decanato.
Infine si avverte l’esigenza di maggiore informazione, magari attraverso Informidea, delle iniziative promosse dal Centro di Ascolto.

Per concludere: come utilizzare questo documento
            Questo testo vuole essere diffuso un po’ in tutta la parrocchia, diventare uno scritto meditato, sottolineato, approfondito.
            Ogni persona dunque è invitata a leggerlo personalmente in modo da rendersi conto della ricchezza delle proposte della nostra comunità, facendosi un’idea personale e magari ipotizzando un ambito specifico in cui impegnarsi.
            Inoltre il luogo naturale per la riflessione di questo documento sarà il nuovo Consiglio Pastorale Parrocchiale, che lavorerà proprio a partire da qui.
            Infine sarebbe bello che ogni gruppo della nostra parrocchia, dai giovani agli anziani, dall’oratorio al gruppo liturgico, dai gruppi famigliare alla caritas, possano leggere e riflettere comunitariamente a partire da queste parole e permettano che ciò diventi vita vissuta, passi concreti verso una più credibile testimonianza della ricchezza che viene dall’essere discepoli di Gesù.
Vogliamo concludere con una nuova citazione degli scritti di Tertulliano, che dona vigore e gusto nel rinnovare il nostro radunarci insieme:
“Noi ci riuniamo in assemblea ed in congregazione per assediare Dio con le preghiere, quasi battaglione serrato. Questa violenza piace a Dio. Ci riuniamo per commentare le Sacre Scritture, se il corso degli avvenimenti dei tempi presenti ci obblighi a ricercarvi qualcosa che li preannunci o li spieghi. Alimentiamo in ogni caso la nostra fede con quelle sante parole, rialziamo la speranza, fortifichiamo la fiducia e rinserriamo anche la disciplina inculcando tali precetti”.
 

E' possibile scaricare la versione .pdf del documento di sintesi dell'assemblea